Luca Parenti (Bologna)

La poesia cresce come il mare


La poesia non serve a nulla
come l’architettura del Borromini
le teste del Medardo,
la pittura nera di Goya.
il poeta è superfluo
inconcludente, imparziale, neutrale
abbellisce il giardino
come i nani, ed il giardino è già bello, il poeta
è una dieta.
il poeta crede in sé
il lettore nel reddito
nel calcio
nell’alcool.
il poeta è asincrono
sincopato
deteinato decaffeinato.
qual è quella bellezza
che dovrebbe salvarci?
la bellezza del suono della parola?
il timbro? il segreto?
quale significato recondito?

 

*
Scrivo troppo d’amore ultimamente


Dirti “amore” non saprò
ma ti guarderò, ti cucinerò
un senso ti saprò dare.
senza sospingere e trasalire.
gli infiniti limitando
e i palpiti, gli incostanti
i sibillini, gli inibenti.
con attimi convivendo
che il cuore azzannano
e tutto un altrove mondo.

 

*
Pigro bradipo


Sono orrendamente pigro
lo so, un pigro maledetto
anche adesso
sto facendo tutto con indolenza
inganna l’apparenza
ed il tempo
la nonchalance
del pigro bradipo
che non ammette stress
movimento disattento
tanto per.

Il degenere


sorrido al genere:
la sindaca come l’amaca
una camicia senza manica
uomo senza costola
“uoma” senza spina
rosa senza sesso
parole senza nesso
sono maschilista
nella mischia
le basse parti
difendo.
Che incantevole disputa:
lo sputo mi sputa
futile e dilettevole
sarcastico, ma sempre
amorevole, distico.