Mary Barbara Tolusso (Pordenone, 1967)


Mary Barbara Tolusso è nata nel 1967, laureata in Lettere Moderne vive tra Trieste e Milano dove lavora come giornalista.

Ha pubblicato i volumi di poesia Cattive Maniere (Campanotto, 2000), L’inverso ritrovato (Lietocolle, 2003. Premio Pasolini 2004).
Svolge attività di consulente editoriale, dirige la rivista Almanacco del ramo d’oro (Il ramo d’oro, Trieste) e collabora alla nuova edizione dell’Almanacco dello Specchio (Mondadori).
Sue poesie sono uscite su varie antologie e riviste. Suoi testi sono stati tradotti in spagnolo, sloveno, inglese.


POESIE


Fuori è la calura del giorno,
soprattutto a Ponte rosso,
dove la cavalleria non esce
da un’armatura di Milano,
ageminata, lucidissima sotto la visiera.
Una slovena invade una colonna
a spirale, ha occhi di bistro e una breccia
sfatta sulla gonna. Un grand’uomo
va in pezzi, deve venire da molto in alto
come un libro che si tenga a galla.

Non che me ne importi molto, ma alle
dieci di sera, alle tre, alle quattro del pomeriggio
arrivava sempre gente un po’ speciale.
Nell’ufficio, intonacato di nuovo,
con la voce di grondaia li sentivo
fare conti, li sentivo singhiozzare
la cena, così, di colpo, nessuno
se lo aspettava, oppure la versione malattia, quante
cose difficili da nominare, alla fine,
si capisce, è stato meglio, non c’era terapia.
Ma io dico che da qui, da questo preciso spazio
non ce n’è uno che parli davvero, che queste
cose succedono agli altri, negli intervalli
più soffocati, quasi invisibili, il cuoco,
l’impiegato, il suicida, il povero diavolo
con due figli da crescere. Ce n’è una schiera
tutti i giorni di gente che non sa con chi stare,
da che parte ci tirano le ombre, se bisogna vivere
con i vivi o con i morti.

***
Undicesimo Comandamento

Non credo alle signore della domenica
né alla lotta per un posto in banca
non credo ai lecca-lecca della televisione
né all'amore eterno
non credo al ricco che aiuta il povero
né all'amore diseredato
non credo alla guerra per poi fare la pace
né all'umana compassione

La vita trascorre come pioggia continua
le gocce ci stillano il cuore
e ogni goccia se ne porta via un pezzo.

***
A corto respiro

Ho visto le solite coppie
sedersi ai soliti tavoli
aprire giacche e ordinare
caffè neri e succhi di frutta alla pera
lei molleggiatrice di culi sulle sedie
lui molleggiarsi il cervello nel suo culo
non c'è tanto da parlare
quando qualcuno parla per loro
quando qualcuno scopa per loro
e i soliti amanti delle 22 e 30
non farsi aspettare e partire
andare parlare dire
che stai bene quando stai male
dire che stai male quando stai bene
comprare un cane che gioca via la noia
e parlare parlare parlare
trastullare la lingua sui denti
e sputare baci viola sul mare rosa
siamo borse di petrolio
spese male al supermercato
e pensare per non sapersi vendere
Il tempo non ci inganna
segna come l'allora diventa ora
sposto le lancette
per ingannare il tempo
ma qualcuno ha sempre un orologio a sveglia
e frantuma biiit
mi propone la solita coppia
al solito tavolo
il solto treno
al solito orario
Trieste-Venezia
Venezia-Trieste
e provincia
e partire partorire
due farfalle a dondolo
e pensare che è meglio morire in volo
dal momento che i morti volano
pape satàn pape satàn aleppe
c'è chi forma diademi con le palle
chi si fa delle palle con i diademi
ma è sempre la solita storia
ricco con ricco
povero con povero

C'era una volta un re
che viveva in castelli di plastica
cervelli di carta al solito tavolo
tramando la trama dei giorni
e ghiaccio e altra solitudine

(da Cattive Maniere - Campanotto Editore)

***
Antonellat

Foto Finish - Inutile
Terra dei nostri peccati,
L'incoscienza salva le menti
E la coscienza se l'ingoia
E defeca ragioni
Linde di vita.
La libertà
E' una ninfa così astuta
Che sola dà le sue leggi.
Questa è la verità:
Troppo breve la vita
Troppo poche le ore
Per capire
Se esiste il rimpianto.

(da Spine ed Aghi ed. Campanotto)

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