Franz Krauspenhaar (Milano, 1960)


Scrittore milanese di origine tedesca per parte di padre, madre calabrese. “I miei si conobbero nel 1955, a Sanremo, al matrimonio di Erna col sanremese Nicola Pitto, figlio del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Pitto, genovese purosangue, e di una zia della mamma, calabrese, sorella di mia nonna….” ha narrato lo scrittore nel romanzo Era mio padre nel quale la vicenda storica della famiglia Krauspenhaar, originaria dei Sudeti, una regione tedesca nel cuore dell’Impero Austro-Ungarico, fa da sfondo al racconto di un rapporto fra un padre e un figlio. Dopo la maturità linguistica e il servizio militare ha lavorato per una quindicina d’anni in ambito commerciale in vari settori merceologici. Ha cominciato a scrivere con costanza verso la fine degli anni '90, pubblicando il suo primo libro a 39 anni.
Ha pubblicato i romanzi: Avanzi di balera (Addictions, 2000), Le cose come stanno (Baldini & Castoldi, 2003), Cattivo sangue (Baldini Castoldi Dalai, 2005), Era mio padre (Fazi, 2008), L’inquieto vivere segreto (Transeuropa, 2009), il breve romanzo-saggio Un viaggio con Francis Bacon (Zona, 2010), 1975 (Caratterimobili), La passione del calcio (Perdisa Pop.2011), Le monetine del Raphaël (Gaffi, 2012), Biscotti selvaggi (Marco Saya Edizioni).  

Con Era mio padre ha vinto il Premio Palmi speciale per la narrativa edizione 2008.
Ha partecipato alle antologie: Best Off 2006 curata da Giulio Mozzi (Minimum Fax, 2006), I persecutori (Transeuropa, 2007), Lettere ai politici (Fazi, 2007), Attenzione! Uscita operai (No Reply, 2007), Il lavoro e i giorni (Ediesse, 2008), Guida letteraria per la sopravvivenza in tempi di crisi (Transeuropa, 2009), Il magazzino delle alghe (Eumeswil, 2010 - a cura di Marino Magliani), Assedi e paure nella casa Occidente (Senzapatria Editore, 2010), Storie di martiri, ruffiani e giocatori (Caratteri Mobili, 2012).
In poesia ha pubblicato per Feaci Edizioni gli e-book Champagne (2005, Monoscopio segreto (2007), Cocktail K (2008). Ha partecipato all’antologia Pollockiana curata da Francesca Tini Brunozzi (Manifattura Torino Poesia, 2009) e pubblicato la raccolta Franzwolf [un’autobiografia in versi] sempre per Manifattura Torino Poesia, 2009. Nel 2011 ha pubblicato per Zona la raccolta Effekappa e nel 2012 il poemetto Biscotti Selvaggi per Marco Saya Editore.
Collabora con giornali e riviste scrivendo di letteratura e costume. È stato redattore di Nazione Indiana, co-fondatore del blog collettivo di Letteratura e Società La poesia e lo spirito e della webzine Torno giovedì. Occasionalmente collabora con artisti e gruppi musicali di avanguardia in performance poetico-musicali; con il gruppo Società Anonima Decostruzionismi Organici ha pubblicato il cd Weather Underground - Guido Michelone e Franz Krauspenhaar - (2010, Banksville Records 201002 - Audioglobe).


Alcune poesie:



Se mi regali la tua disperazione, come un sangue
gocciolante, come una fenditura alla parete
che non può parlare. Se mi dai il tuo sogno
di stanotte, io che dormivo accanto a te vestita.
Soltanto le mutandine calate, che sembravi
la diciottenne che sei stata. Se mi doni la bocca
dentro i miei denti di animale, che ha paura
del fieno e dei fucili degli uomini cattivi. Se mi dai
un amore braccato, mai ancora preso nel laccio,
io sono una bestia felice, ansimante, ferita.

***
D'estate sento arrivare l'onda risolutrice, sul pattino
della polizia due manganelli cadono in acqua,
è il vento. Più tardi due turisti cercano di inquinare
un tratto di mare lungo tre chilometri, detto lo stretto.
l'estate è la prigione ad aria aperta, ogni litro d'aria
respirata vengono giù dal cielo quintali di ricevute
fiscali. se hai tentato di uccidere tua madre col pesce
hai fatto male i tuoi conti. ormai questo paese è oro,
puoi uccidere qualcuno solo bastonandolo col pesce
surgelato. guardando la notte un inter juventus
giocato a miami, ti sembra di assistere a monzon-benvenuti,
a clay-frazier. d'improvviso il tempo diventa una finzione
minima, guidata dallo scoppio di una miccetta puzzolente.
d'estate l'aria aperta ti sfonda ogni residuo benessere,
pensi al ghiaccio come a un fondale di perle vere,
il mare è solo quello dei film di john huston, molluschi
ci provano con tutte le ragazze ancora disponibili.

***
Come per uccidere, ancora in mutande vago per pensieri
discesi agli inferi. dovrei ridere come saluto alla vita
che mi resta, a questa fatica inutile, a questo straccio
abbandonato sulle mattonelle sporche. Hai le mani
livide, hai cercato di sorprendere la macchia più grossa,
ma quella è crosta di plastica, di gomma, di marciume.
Ora anche casa tua è come fuori, privato sente pubblico,
lo vede, vive, lo subisce. Sei buttato in un marciapiedi
sporco da fare schifo, e ti guardi allo specchio del bagno.
Riesci ad essere ubiquo. Solo la vera povertà può.

***

Ogni notte credo di poter dormire

credo di essere commovente
anche se dovrebbero dirlo gli altri,
è pur vero che non si commuovono
più quelle folle di commossi di un tempo,
e io confido in tutta la commozione
rimasta in fondo agli occhi, non secreta,
e dunque che io sia commovente
ai vostri aridi occhi, perché non posso
dormire.

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