Antonella Bukovaz (Topolò, 1963)


POESIE
Allora guardami

io sto

non è solo scrivere

faccio ciò che dico

sto

ti do la mia pelle

sono una donna giusta

nel mio stare

ho incollato il passato

leggo
il dolore sulle foglie

anche il tuo è autunno.



***

(Poesia inedita di Antonella Bukovaz, la raccolta STO.)


Mentre attraversi la strada può succedere che la parola
ti nasca dalla mano sbuchi dal solco del palmo
e si rintani come un piccolo di canguro
nella tasca del cappotto.

(Abbandona allora la presa delle orme
e rivolgiti all’aria che si fa cesto per insegnarti
il verso della tessitura. Lancia la tua calotta
al cielo come un cappello.
L’acqua nella sua natura più essenziale ti attende
orizzontale per la paura che ha
del fondo
del seno
del mondo.
Intorno alla tua parola piccola crescerai orfano
innamorato davanti alla montagna, ladro
tradito dal respiro affaticato.
La tua parola nuova ti consolerà
della morte
del deserto
della vita.
Stai con lei.)


***
(dal libro "Tatuaggi", LietoColle)


Non sto in piedi e la terra non manca

io però cerco un'altra materia

a sostenere la geografia che porto
tatuata sotto la pianta dei piedi




***
Come la  terra  emana l'intimo odore dalla zolla  divelta

offro il mio fianco 

e attendo un gesto affilato 

che apra un  solco 

dove aspirare e raccogliere la mia esalazione più segreta


***
Dove curva e finisce la terra di sera

dal celeste il cielo si arancia

come fosse naturale sfumatura e sintesi


nei gelidi giorni della merla


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