Fernanda Woodman (Ferrara)

Poetessa naturale e intensa, pensa che non sia importante la sua biografia, infatti la nasconde. Lei è nelle sue poesie, più o meno.

POESIE


I RAGNI
Sono una rara specie di conchiglia

incastonata tra ere di lenzuola

e se poggi l’orecchio sul mio ventre

tra le cabine di una Rimini spettrale

comparirà, in abito da tennis, l’estate 1965.
Lo senti il tempo?

Questo grosso soriano
che si ostina a farsi le unghie

sulla tappezzeria di una camera d’albergo?
Dalla finestra scricchiola un po’ di polvere

e i ragni?
I ragni fanno merenda
con i sette nei
che mi piantonano lo sterno.


SOPHIE MARCEAU

Era il tram numero uno
che stanotte
partiva per Atlantide
distribuendo ai passeggeri
fette di pane nero
spalmato di Marmite?
A Milano lo aspettavamo alla fermata

stretti in montgomery blu dagli alamari slabbrati.
Ed era autunno, come sempre.
Le foglie cadevano.
Credendole patatine cadute da un sacchetto

ne raccolsi una manciata dal marciapiede.
Sognavo di essere la nebbia

di venire attraversata dal traffico delle sei e trenta
in Piazzale Loreto:
Sophie Marceau era su tutti i cartelloni

e l’orologio segnava l’Era dell’Acquario.


AUTUNNALE

Me ne vado.
Prendo il notturno Ventimiglia – Nice.
E su questi vagoni di serie B

confido di incontrare una ragazza complicata

per una partita a scala quaranta
e un melograno
come nella scena scartata

di un qualsiasi film del primo Bertolucci.
Tutto questo è autunnale

mi dirà mentre beviamo tè nero da un thermos.
E degli spettri di mille bugiardi

non ci sarà più traccia.


NATALE

Come sono belli
questi tossici

che nella notte puntano il cielo

aspettando il guaito del Cane Minore

sognano tutti la stessa stella

con le sembianze di una bambina thailandese

nel cortile un filippino
organizza il traffico dei tricicli
e lei lava le scale
e abita all’ultimo piano.



PIGIAMA PARTY

Il contrario del decoro abita qui

la stanza è una festa di scimmie
e ergastolani
in pigiama a righe
e le bucce di mandarino le hai annusate

in tutte queste sere che non esistono
alla luce azzurrata della tv

la lampada-medusa crede di essere nel mare

si muove dal muro alla finestra
e la notte la aspetta dappertutto.


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