Sergio Serraiotto (Bassano del Grappa, 1965)

LietoColle Editore
L’autore, nato a Bassano del Grappa, in 72 poesie, eterogenee per umore interno e intonazione emotiva, conferma l’efficacia di una vena creativa che si ripiega sul personale, sul dato biografico, per allargare poi lo sguardo critico sulla realtà circostante, nella quale si intrecciano comunicazioni, si combinano sentimenti, si confrontano idee. Sul piano contenutistico il libro è costituito da vari frammenti che si saldano peraltro in un mosaico sommosso da diversi stati d’animo, da differenti perni generatori di una poesia che non indugia sul fine seduttivo della forma, ma si sostanzia di un registro espressivo portato anche al calore colloquiale. Il titolo allude al Paradiso non come a un sito della trascendenza, ma a una situazione metaforica di benessere che il singolo raggiunge, il più delle volte, attraversando prima i territori della sofferenza. Non è un caso che il precedente volume del poeta fosse “Il negozio delle lacrime usate”, una sorta di discount dove “acquisire” i tormenti inevitabili e necessari al successivo riscatto di serenità. 



Poesie:


L’URLO


L’urlo del figlio
che ho sognato


è di pietra nuda,

stabile,
sotto i miei piedi.



Cose che non ho.

***

GIORNI DELL'ADDIO  


Addio                   
scrivo su un pezzo di carta. 

Addio                  
parole perché parole restino. 

Addio                  
in una preghiera di filo spinato. 



La lama del perdono
pende su di me.
Almeno si consumasse nell'odio
senza
tenerlo nascosto sotto la cenere. 


Gli anni buttati si pagano
rincorrendo desideri rovesci.   
L'orologio appeso alla parete 

s'è stancato d'osservarmi. 

                     
C’è una piccola pace in me
rimango spento.
Muore d’inedia e vendetta
rimango spento.
L’angelo del perdono si nega
rimango spento.

***

NULLA


Abbasso il volume
quando apro e chiudo
la parentesi rotonda

su una vertigine occasionale,
passeggera e stupida
per trovare la forza 

di non cambiare nulla.

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