Umberto Fiori (Sarzana, 1949)


COLLOQUIO

La faccia che abbiamo fatto

quando hanno visto che li stavo

guardando mentre guardavano

la gamba molleggiarsi sotto il tavolo

senza nessun ritmo, come lavorando

a nessunissima macchina.

CASE

Svoltato l’angolo di una casa

un’altra casa viene avanti, piena di sole.

A guardarla viene un vuoto

come una pena, ma poi

viene la stessa faccia da eroe.


FRASE

Quando un tram carico di gente

ti lascia a un incrocio, e sei solo

sul piazzale, davanti a un casamento

che in piena luce sta lì

piantato, chiaro, chiuso come un monte,

ti sembra di capir bene,

eppure non sai rispondere.

Ma poi a volte dentro
–
giù, giù, sul fondo,

dove tutto il fiato è finito

e niente si lascia dire – viene una frase

e senti che sta già in piedi, che è viva,

che è vera come un naso, come una mano.

(Così al museo

due sale più lontano


uno sente arrivare una comitiva.)

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